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Ontologia dell’ontykona….c’è un’ontosonanza e un ontovisione o una onto-risonanza o un onto-previsione ontoepistemica dell’essere-arte-disarte-dell’ikona-dell’essere delle muse-dismuse abbandonate, ma mai fuggenti, dagli dei-disdei fuggitivi-disfuggitivi. Quella ontosonanza e ontovisione-disvisione si eventua alla presenza ontoepistemica del musagete-dismusagete in estatica con-templatezza della ontorisonanza-ontoprevisione delle muse-dismuse-attanziali e seducenti, anzi ontoattanti e introducenti l’ontoducenza della destinanza dell’essere-arte-dell’essere e giammai arte dell’ente o del non-ente o del niente o del nulla: giacchè lì si eventua l’ontovisione dell’essere, la visione ontologica dell’esser-arte, la risonanza ontologica dell’aletheia dell’essere compresa solo dall’ontorisonanza del musagete mitico-dismitico-ontopoietico. L’epistemica o l’ontica o l’ontoteologia negano l’evidenza di quella comprensione, negano l’esistenza dell’ontovisione e ontosonanza dell’essere, giacchè per loro l’unica visione possibile è quella della mondità: la visione della mondanità è la sola realtà plausibile, anche nella visione clonante dei mondi possibili virtuali o immaginari: esiste per loro l’unica visione del mondo senza l’essere senza essere o esserci alterità, ma la messa-dismessa in opera della verità nell’esser-arte ci svela l’esistenza della visione dell’essere, dell’interesserci, dell’interessere-disinteressere. La visione della mondità vuota giacchè gli dei sono fuggiti è una visione della vivenza dis-ontoteologica e perciò onto-visione dell’esserci del musagete in ontosonanza con le muse-dismuse senza più dei-disdei fuggenti-disfuggenti. Ma gli dei-disdei fuggitivi-disfuggitivi non portano con sé la verità dell’essere o il canto dell’essere o l’ikona dell’essere o la poiesis dell’essere o il mito dell’essere o la gestell dell’essere, anzi quelle varietà dell’essere si sottraggono, non fuggono insieme agli dei, ma soggiornano poeticamente con le muse-dismuse in ontosonanza con la vivenza del musagete-dismusagete che cura la verità dell’essere giammai fuggita attraverso l’onto-visione dell’essere opera d’arte mai fuggita con gli dei, ma che continua ad abitare poeticamente la radura-disradura dell’essere. Gli dei sono fuggiti dal mondo, dalla verità, dal mito, dall’epistemè, dall’esserci, dalle ikone, giammai sono fuggenti dall’essere, giacchè l’essere è indifferente di fronte all’evento della fuga-disfuga degli dei-disdei e non si lascia influenzare dalla loro fuga, infatti gli dei non sono fuggiti e mai possono fuggire dall’essere. Anzi l’essere non fugge mai dal mondo e men che mai dal mondo degli dei o dagli stessi dei-disdei, giacchè l’essere fonda il mondo e la mondità degli dei in fuga-disfuga. Tant’è che con la sua ontovisione-ontosonanza-ontopoetante imaginaria si dà e dà alla luce o si dà e dà al mondo gli dei classici o mitici o ontoteologici o eventuali o morti-risorti o immaginari, si dà e si lascia fuggire gli dei ematopoietici o si lascia sfuggire gli dei-disdei in fuga-disfuga, ma mette in opera, dismette, crea l’attanza intermittente della messa in opera dell’essere arte della creatività dell’essere-sacro, dell’essere-divino, dell’essere il dio-infuga-disfuga dal mondo e dal mito e dalla verità epistemica-disepistemica. L’essere si getta, si dà, disgetta nella mondità l’opera d’arte dell’ontorisonanza-ontovisione-ontopoetante-ontoimaginaria che crea l’ontologia mitopoietica dell’evento post-mortem del divino, dell’evento del dio-che-viene-dal-nulla, dell’eterno ritorno degli dei fuggenti-disfuggenti, qui s’eventua l’ikonopoiesis o l’ikonopoietica dell’essere che si dà quale essere-del-sacro, essere-del-divino, essere-della-mitopoiesis degli dei-disdei in fuga-disfuga nel loro eterno ritorno nell’opera d’arte del musagete-dismusagete. È la dis-apparenza dell’apparenza, il venire alla luce dell’essere che non c’era più, o che si kriptò nell’opera d’arte, per esserci aldilà dell’apparenza epistemica, quale dis-apparenza ontologica dell’ikonapoiesis dell’essere nella sua qualità d’essere arte che consente l’ontovisione dell’essere. Gli dei-disdei fuggenti-disfuggenti o fuggitivi-disfuggitivi sono fuggiti dalla mondità e forse anche dalla mondanità, ma mai sono fuggiti-fuggenti dall’essere, giacchè l’essere non si lascia sfuggire gli dei e gli dei non possono fuggire dal loro essere e forse neanche dal loro esserci: l’essere non fugge né dagli dei, né dalla mondità sacra degli dei, né dalla physis degli dei, né dalla gestell o gegenstand divina, né dalla comprensione epistemica o ermeneutica o mitopoietica o epistemologica degli dei fuggenti-fuggitivi-abbandonanti l’esserci del musagete. Anzi è l’essere che fonda e getta il mondo-degli-dei-disdei, si dà per dare alla luce l’ikonapoiesis trascendente l’ikonoclastia dell’apparenza divina fuggente-disfuggente, lascia fuggire gli dei classici o mitopoietici o gli idola bruciati dall’ikonoclastia mondana per dismettere, mettere in opera l’arte della creatività dell’essere in essere ikonapoiesis, l’arte dell’incessante creazione degli dei quale arte dell’essere che getta nella mondità l’opera d’arte dell’onto-risonanza della dis-apparenza poetante imaginaria, la quale sempre crea-discrea l’ikonapoiesis-post-ikonoclastia della re-esistenza, re-surrezione, eventuale degli dei che vengono dal nulla, dell’eterno ritorno degli dei-disdei fuggenti-fuggitivi. È l’ikonapoiesis-post-ikonoclasta che si dà quale essere-arte-del-sacro-essere, dell’essere-divino-essere, della mitopoiesis della dis-apparenza-post-apparenza degli dei-disdei-post-ikonoclastia-ikonopoitica dell’opera d’arte che si disvela quale ontovisione della verità dell’essere-arte-sacra. Gli dei hanno abbandonato l’apparenza mondana per abitare divinamente il mito post-ikonoclasta per essere solo mitopoiesis archeologica, ma non hanno più soggiornato nella radura-diradanza dell’essere: lì nell’abisso-disabisso della spazialità vuota ove l’essere si eventua per abitare la mondità non c’è la presenza-assenza, né l’apparenza-dis-apparenza degli dei-disdei fuggenti-fuggitivi, ma solo l’ontopoiesis o ikonapoiesis-post-ikonoclasta dell’ontosonanza-ontovisiva dell’essere. Per tali eventi l’essere non si sente abbandonato, non avverte l’apparenza-dis-apparenza dell’abbandono, anzi si lascia o lascia che dei abbandonino la mondità per rifugiarsi nel mito-post-ikonoclasta, né l’essere si rivela soccombente dinnanzi alla furia catastrofica e decostruente dell’ikonoclastia mitica dell’apparenza dell’ente-sacro, anzi è indifferente di fronte agli eventi del nihilismo-ikonoclasta attuato dalla tecnè-epistemica-mitoklastica, giacchè la sua ikonopoiesis-post-iconoclasta si dà, si eventua sulle ceneri degli eventi-ikonoclasti-mitoclasti delle entità-sacre-mondane o della mondanità. L’essere ikonapoiesis-post-ikonoclastia della mitopoiesis-post-iconoclasta si eventua anche quando gli dei sono scomparsi, o la loro apparenza è dis-apparenza, o sono fuggiti-disfuggiti dinnanzi alla volontà di potenza iconoclasta o mitoclasta della tecnica ontoteologica, o la loro fuga-disfuga sia approdata nel regno del mito per sottrarsi alla furia decostruttrice dell’iconoclastia o mitoclastia dell’epistemè-tecnè, anche dopo tutti quei possibili e plausibili eventi ed anche quando l’essenza del sacro e del divino si presenti nell’apparenza-dis-apparenza dell’eterno ritorno dell’ikonoclastia o della mitoclastia, anche allora l’essere si dis-oblia con indifferenza nella ikonapoiesis-post-iconoclastia, nell’ontosonanza dell’onto-apparenza-dis-apparenza, nell’ontovisione delle muse-dismuse dell’essere e dell’interessere, della mitopoiesis-post-mitoklastia per soggiornare quale essere-opera-d’arte del musagete-dismusagete e per eventuarsi quale verità ikonopoietica-post-iconoclasta dell’essere, quale aletheia-disaletheia dell’ikonapoiesis-post-iconoclasta della messa in opera dell’esser-arte o della dismessa ikonopoietica-post-ikonoclastica dell’opera d’arte dell’essere. Per tali e tanti eventi ontologici o per tale destinanza-post-mito-iconoclasta anche quando l’opera d’arte è abbandonata dagli dei-disdei in fuga-disfuga per apparenza-destinanza iconoclasta o mitoclasta o ontoteologica o epistemica, l’essere non si cura o è indifferente o cura la sua passione per l’indifferenza per quella fuga-disfuga e quindi mai abbandona la verità ontologica dell’opera d’arte, giacchè la sua ikonapoiesis-post-iconoclasta non è mai scalfita dal nihilismo dell’iconoclastia-mitoclastia epistemica della tecnè dell’apparenza ontica e mondana. Anche quando l’opera d’arte viene decostruita dalla tecnica-epistemica-ikonoclasta-mitoclasta la sua ikonapoiesis si eventua nell’erranza dell’ontosonanza e nell’ontovisione ematopoietica dell’ontopoiesis o imagopoiesis dell’aletheiapoiesis: giacchè è l’ikonapoiesis dell’aletheiapoiesis della mitopoiesis che si eventua nella gestell dell’opera d’arte, anche quando gli dei-disdei ontoteologici sono fuggiti-disfuggiti e l’arte fu ed è stata preda dell’ikonoclastia e mitoclastia della tecnica-epistemica ontica e mondana. Anzi proprio quando impera nell’arte e nella pro-gettualità la tecnè-epistemica-virtuale-ikonoclasta sopratutti allora si dà, c’è, ilya, l’eterno ritorno dell’aletheiapoiesis nella sua ontosonanza-ontovisiva-ontoprogettuale-post-ikonklasta del musagete-postmitoklasta contemplante l’ikonopoiesis delle muse-dismuse-postmuseklaste ontopoietiche-postmitoklaste e mitopoietiche-postikonoklaste. L’ikonapoiesis dell’aletheiapoiesis è quella che resta-invisible, disapparenza-della-apparenza, è l’esserci-mai-visto, mai-visibile, mai-udibile, mai-dicibile di fronte alla furia nihilista dell’ikonoclastia e mitoclastia evidente dopo la fuga ontoteologica degli dei-disdei o dinnanzi all’imperativo della volontà di potenza della tecnè-epistemica-iconoclasta-mitoclasta: lì nell’epoca della sua morte irreversibile c’è il suo eterno ritorno, lì ove si celebra la sua assenza ontoteologica c’è la sua presenza ontologica-postepistemica-post-tecnè. L’ontologia della verità dell’opera d’arte lì si eventua, lì nella prossimità-disallontanante o nella disallontananza-prossimante, lì nel vuoto kaos-kosmico lasciato in eredità dagli dei fuggitivi-fuggenti, lì nella radura-diradanza si dà quale gestell-postikonoklasta-che-resta-invisibile-inaudita-indicibile, mai-vista, mai-sentita, mai-detta, ontovisione mai-visibile allo sguardo paradigmatico ontoteologico ed epistemico, ontosonanza mai prima d’allora risuonante che si discopre solo alla presenza della con-temperanza del musagete-postmitoklasta e postikonoklasta-ontopoietico dell’aletheiapoiesis ikonopoietica delle muse-postmuse. L’ikonapoiesis custodisce l’enigma dell’opera d’arte, cura e krypta l’indicibile dell’esser-arte, svela alla mondità e all’esserci l’evento dell’esser-creata-arte del musagete-sempre-postepistemico-postikonoclasta-postmitoclasta-postmuse che getta e progetta l’aldilà in con-temperanza dell’ontovisione delle muse-dismuse-postmuse-dell’essere, dell’interesserci-postinteresserci, dell’interessere-postinteressere: o con più pregnanza all’essere-che-resta-invisibile o all’essere-che-resta-inaudito o all’essere-che-resta-indicibile o che fin allora era-invisibile, era-inaudito, era-indicibile, e che si disveli lì ed aldilà in essere che si eventui nell’ontosonanza e ontovisione dell’ontikona o nell’ikonapoiesis o nell’imagopoetante dell’essere musa delle post-muse-in-essere-create dall’arte. Lì in quell’essere-per-la-fine dell’arte o con-figura-disfigura-postfigura delle configurazioni postikonoklaste o in quell’essere-per-la-fine-dell’essere che è ancora invisibile-inaudito-indicibile-abissale-kaosmico si disveli l’evento dell’essere per la fine della morte o dell’essere per la fine della morte-dell’arte quale ikonapoetante dell’essere per la vivenza dell’essere o dell’essere per la vivenza dell’esser-arte-postikonoklasta-post-mitoklasta o dell’essere per la vivenza dell’opera d’arte post-muse o dell’essere per la vivenza della verità nella messa in opera dell’essere arte del musagete-postmitoklasta in contemplanza delle muse-dismuse-postmuse dell’essere. Lì si dà l’evento della com-prensione dell’essere quale ontoepistemica dell’essere-verità-dell’arte, lì si getta il pro-getto ontologico dell’ikonapoiesis-postikonoklasta-postmitoklasta dell’essere-arte-della-verità-dell’essere, dell’essere-arte-dell’aletheia-dell’essere, dell’essere-arte-della-disvelanza-dell’essere. È il pro-getto ontologico dell’essere che si eventui quando gli dei-disdei abbandonano la mondità e la mondanità e l’esserci e l’essere nel mondo per fuggire-disfuggire nel mito o nell’iconoclastia, lì nel medesimo istante l’essere abbandonato dagli dei abbandona gli dei alla loro destinanza ontopoietica per lasciare libertà d’essere alla disvelatezza dell’origine dell’opera d’arte, per essere solo arte dell’essere e mai più solo arte contemplante gli dei in fuga-disfuga ontoteologici, iconoclasti, idola della mondanità. Lì l’essere abbandona gli dei ed è abbandonato dagli dei, ma in quella diradanza vuota, in quella radura-diradanza s’eventua il progetto ontologico dell’essere arte dell’essere: l’arte consente l’onto-visione e l’ontosonanza dell’essere, quale ontologia dell’arte dell’essere-che-mai-non-c’è, ma che c’è sempre e sempre ci sarà


 

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24 febbraio 2012

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VALUTAZIONE COMPARATIVA PER LA COPERTURA DI N. 1 POSTO DI RICERCATOREUNIVERSITARIO DI RUOLO PER IL SETTORE SCIENTIFICO-DISCIPLINARE M-FIL/07DELLA FACOLTA' DI LETTERE E FILOSOFIA DELL'UNIVERSITA' DEGLI STUDI DIFIRENZED.R. n. 1241 del 26/11/2010, il cui avviso è stato pubblicato nel supplemento ordinario alla G.U. -4° serie speciale - n. 99 del 14/12/2010VALUTAZIONE DEI TITOLI E DELLE PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHEGIUDIZI INDIVIDUALICANDIDATO: The Cratylus of Plato (2011) è un ampio commento del dialogo, con analisi degliargomenti e della struttura dello scritto, ampi riferimenti alla storia della filosofia precedente ed allastoria delle interpretazioni senza voli heideggeriani o teoreticistici ma con aderenza costante altesto. Mostra consapevolezza delle questioni testuali e filologiche dello scritto, che affronta ediscute quando necessario con prudenza e buon senso. L'analisi costituisce un vero progresso nellacomprensione del testo e appare come un contributo saldo scientificamente.- Aristotele. Analitici secondi. a cura di M. Mignucci, edizione postuma a cura di Ademollo, Fait eFalcon. Semplice curatela.Articoli:Aristofane, Cavalieri (1994) analisi di tre passi difficili della commedia di Aristofane. Difende iltesto in un passo, sposta una battuta ad un altro interlocutore in un secondo, introduce un 'non' nelterzo.Vecchi e nuovi contributi all'interpretazione parmenidea, (1994) severa critica dell'ed. Reale-Ruggiu dei frammenti di Parmenide con argomenti di buon peso e una piccola concessione finale.Decameron X 8.56 ss. (1995). La fonte del passo sulla necessità del passato è il De fato di Cicerone.La tesi è difesa con buoni argomenti.La scelta della vita nel Fedro, (1997) La scelta concessa all'anima in Phaedr. 256e-257a è moltolimitativa e contrasta con quanto affermato in Resp. e altri luoghi del Fedro stesso, nei quali sidanno maggiori possibilità all'anima. La posizione di P. risulta essere, considerati tutti i testi,fondamentalmente antideterministica. Analisi corretta e convincente.Platone, Cratilo 395c, 408b, due pres. interpol. (2001). Breve nota poi rifusa nel commento.Difende il testo tradito. Democritus B26, (2003), articolo poi rifuso del commento. Si chiede se Democrito sia il primosostenitore di un vero convenzionalismo nell'uso dei nomi? L'articolo è più possibilista di quantonon sia il commento allo stesso testo nel volume del 2011. 
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Sophroniscus' son is approaching, (2004) Propone, con buoni argomenti, una emendazioneall'Isagoge di Porfirio 7,19-24 (Busse), già suggerita a suo tempo da Pacius.Il candidato mostra una buona continuità nella ricerca, passa da un approccio strettamente filologicoai testi nei primi articoli ad una più completa analisi logica e filosofica nei saggi più maturi. Ilsoggiorno presso l'università di Oxford e i molti contatti internazionali gli hanno permesso,nonostante l'impegno di insegnamento nei licei, di prendere contatto e dialogare fruttuosamente coni migliori esponenti della ricerca internazionale nel campo della Storia della filosofia antica. Ilpezzo forte della sua produzione è indubbiamente il commento, ampio, accurato e approfondito siafilologicamente sia filosoficamente, del Cratilo di PlatoneCommissario prof. Franco FerrariIl dott. Ademollo si è laureato in Filosofia presso l’Università di Firenze nel 1997. Si è addottoratoin Filologia greca e latina presso la stessa università nel 2001. Ha poi usufruito di un assegno diricerca e una borsa di studio sempre presso l’Università di Firenze e presso la SNS di Pisa. Vanta lapartecipazione a numerosi convegni in Italia e all’estero. Dal 2008 insegna nei licei classici. Nelcomplesso il suo profilo curriculare si presenta continuo e solido consentendo di delineare la figuradi uno studioso pienamente formato.Il candidato presenta un'ampia monografia, che costituisce la rielaborazione della dissertazione didottorato, nonché alcuni articoli collocati in sedi prestigiose. La monografia, pubblicata in linguainglese in una delle più prestigiose sedi a livello internazionale, rappresenta un commentario alCratilo platonico. Si tratta di un lavoro di assoluta eccellenza, che dimostra piena padronanza deglistrumenti filologici e notevole profondità e originalità sul piano dell'interpretazione filosofica. Iltesto platonico viene esaminato in tutte le sue componenti, e le singole proposte esegetiche risultanosempre ben ponderate, spesso felici e non di rado innovative e convincenti. Oltre a un solidobackground filologico l'autore dimostra una perfetta padronanza degli strumenti della logicaformale, che vengono applicati, senza tuttavia gli eccessi che spesso si incontrano nella letteraturacritica, per conseguire una più profonda comprensione del dialogo platonico. Anche i saggipubblicati in importanti riviste italiane e internazionali confermano l'alto livello scientificoraggiunto dal candidato. In particolare il saggio uscito presso "RFIC" propone, con argomenti acutie filologicamente solidi, la difesa del testo della tradizione manoscritta a proposito di due difficilipassi del Cratilo. Il contributo pubblicato presso "Elenchos" affronta con competenza e profonditàun tema di esegesi platonica estremamente complesso, pervenendo a risultati originali e largamentecondivisibili.Commissario prof. Franco TrabattoniIl candidato, dottore di ricerca in filologia greca e latina, si presenta con un curriculum rilevante siasul piano della ricerca scientifica sia su quello dell'attività didattica. Notiamo, in particolare, latitolarità di un assegno di ricerca presso l'Università di Firenze, di una borsa post-doc presso laScuola Normale Superiore di Pisa, un soggiorno di studio all'estero, e una apprezzabile attività diinsegnamento universitario. Non è neppure da trascurare, al fine di valutare le sue competenzedidattiche, la titolarità di una cattedra di Latino e Greco nel liceo classico, ottenuta in quantovincitore di concorso.Il dott. Ademollo presenta per la valutazione una monografia in lingua inglese sul Cratilo di Platonee una decina di articoli, parte in italiano e parte in inglese, di argomento filosofico e filologico. Unodi questi, in particolare, si raccomanda per la qualità dell'argomentazione e per il prestigio dellasede (Oxford Studies in Ancient Philosophy). Ma indubbiamente il lavoro principale del dott.Ademollo è la corposa monografia sul Cratilo di Platone. L'intenzione del libro non è tanto quella dioffrire una particolare proposta di lettura del dialogo, ma quella di realizzare una sorta di commentocontinuo, in cui vengono via via presi in considerazione tutti i principali problemi che il testopresenta, sia di ordine filologico che filosofico, non senza un costante riferimento alla letteratura 
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critica più recente e incisiva. Notiamo, da un punto di vista generale, che questo studio dimostra ilpossesso da parte dell'autore (cosa tutt'altro che frequente), sia di spiccate competenze filologiche,che gli consentono di intervenire sui problemi testuali, sia di una strumentazione filosofica, di taglioprevalentemente logico-analitico, che gli permette di prendere posizione in merito ai dibattiti diattualità in corso nel mondo anglosassone. Tra i punti salienti del suo lavoro ricordiamo quantosegue: 1) l'accurata ricostruzione delle tesi di Cratilo e di Ermogene; 2) una difesa ben argomentatadel mantenimento al suo posto della controversa sezione 385b-e; 3) un'ampia discussione delrapporto tra convenzionalismo linguistico e relativismo protagoreo; 4) una valutazione non ironicadella sezione epistemologica.In base ai dati emergenti dal curriculum, alla qualità e alla continuità delle pubblicazioniscientifiche, il giudizio sul candidato è decisamente buono.CANDIDATO: Milena BontempiCommissario prof. Carlo NataliA. Curriculum: La dott. Bontempi si è addottorata in filosofia politica nel 2006 all'Università diPadova con una tesi su Platone diretta da un docente di Storia della filosofia politica. In precedenzaha goduto di una borsa annuale DAAD (Germania). Successivamente ha ottenuto una borsa distudio su fondi PRIN per l'anno 2007 per una ricerca diretta da G. Duso, e due assegni di ricercapresso l'Università di Padova negli anni 2007-9 e 2010-2. Ha tenuto negli anni 2008 e 2009 20 oredi seminario nell'ambito degli insegnamenti di Filosofia politica. Il curriculum si qualifica comecentrato sullo studio delle dottrine politiche, non mostra particolari attività internazionali se non nelmomento della prima formazione, non è specificamente interno al SSD.B. Pubblicazioni: Il lavoro principale della dott. Bontempi è la tesi di dottorato, L'icona e la città.Misura, proporzione e giusta misura nei dialoghi di Platone e nel disegno politico delle Leggi. Laprima parte è uno studio lessicografico dei termini metron, metrios e simili in Platone; la secondaparte è dedicata ai concetti di icona, immagine e misura dell'anima nel Politico e nelle Leggi. Lostudio mostra una ampia conoscenza della bibliografia a partire dalla prima metà del Novecento(Jaeger, Pohlenz), fino ai contemporanei italiani; non è particolarmente selettiva. La ricercalessicale ha il pregio di esaminare i contesti in cui i termini appaiono, ma non si occupa dellepossibili difficoltà testuali né affronta problemi della trasmissione dei dialoghi. Il linguaggio è avolte immaginifico (il metron è qualificato come "una bellezza tremula", e via dicendo). La tesisostenuta è l'inattualità della filosofia politica di Platone. Il lavoro è molto ampio e intelligente, nonmolto originale né innovativo, ma presenta lo sguardo di un filosofo della politica sul pensieropolitico di Platone. I volumi L'agire umano e le parti della misurazione in Platone (2004) e L'icona e la città. Il lessicodella misura nei dialoghi di Platone (2006) sono connessi alla tesi di dottorato, di cui riprendono leposizioni, a volte alla lettera. Sono pubblicati da editrici nazionali di una certa notorietà.La candidata presenta quattro articoli pubblicati dal 2005 al 2008 su temi connessi alla ricerca dellatesi di dottorato. La produzione della dott. Bontempi si presenta come sufficientemente ampia in termini di numerodi pagine e continua, di buona intensità all'inizio (una tesi, due volumi e quattro articoli in quattroanni, 2004-8), in rallentamento successivamente. Non tutti i contributi sono molto originali, in buona parte riprendono da vicino o ampliano temidella tesi di dottorato, che si presenta come il lavoro principale della candidata. La varietà degliargomenti non è molto grande, è più vicino ai metodi della Storia del pensiero politico che dellaStoria della filosofia antica.Commissario Prof. Franco Ferrari 
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La dott.ssa Bontempi si è addottorata in Filosofia politica presso l’Università di Padova nel 2006.Nella stessa Università ha usufruito di due assegni di ricerca. Ha trascorso anche un periodo distudio in Germania con una borsa del DAAD. Nel complesso si tratta di un curriculum che dimostracontinuità nell’ambito della ricerca scientifica. La candidata presenta due monografie e una serie abbastanza nutrita di articoli. Le due monografieappaiono strettamente collegate dal momento che la seconda, più ampia, costituisce uno sviluppodella prima. Il volume L'agire umano e le arti della misurazione in Platone affronta il tema dellametretica nel pensiero platonico con particolare riferimento al Protagora, sebbene non manchinoriflessioni, anche piuttosto felici, consacrate ad altri dialoghi, e in particolare al Teeteto. Lamonografia L'icona e la città allarga a tutto il corpus platonico il tema della misurazione. Gli esitiappaiono tuttavia meno felici rispetto al precedente lavoro anche per una certa debolezzanell'impianto dimostrativo. Senz'altro migliore la parte descrittiva e l'analisi dettagliata delleoccorrenze dei termini collegati al lessico della misura. Non mancano qua e là affermazionidiscutibili e comunque non sufficientemente motivate. I saggi, per lo più di argomento platonico,confermano nel complesso la buona preparazione della candidata e la sua attitudine alla ricerca. Commissario prof. Franco TrabattoniLa candidata presenta un curriculum rilevante sia sotto il profilo scientifico sia sotto quellodidattico, comprensivo di diploma di dottorato e di titolarità di assegni di ricerca (per tematiche inparte attinenti alla filosofia greca e in parte alla filosofia politica). La candidata ha al suo attivo,inoltre, alcuni soggiorni di studio all'estero e una discreta attività didattica in ambito universitario.La candidata presenta, come titoli pubblicati, due monografie (di argomento analogo) e quattrosaggi scientifici. Osserviamo in primo luogo che la quantità e la datazione di questi titoli sono talida sollevare qualche dubbio sulla continuità della ricerca scientifica condotta. Le due monografie,che riprendono in gran parte quanto già esposto nella tesi di dottorato, trattano il tema della filosofiapolitica di Platone con particolare riferimento all'arte della misurazione. Il primo di questi duelavori presenta alcune tesi interpretative abbastanza originali, che riguardano il Protagora, il Politicoe le possibili interazioni tra questi due testi, esposte in forma analitica e sufficientememte chiara. Lostesso non si può dire, purtroppo, della monografia principale, redatta in uno stile oscuro e allusivo,che troppo spesso mette a dura prova le capacità di comprensione del lettore. Quello che in generalesi può rilevare, inoltre, è una piuttosto debole organicità dell'insieme, in gran parte motivatadall'approccio marcatamente analitico scelto dall'autrice, fondato sul reperimento e sullacatalogazione di tutti i passi platonici in cui compare il lessico della misura. Ora, un esame di untesto filosofico fondato su questa procedura estensionale è facilmente a rischio di produrre risultatianodini o difficilmente valutabili. In base a quanto detto, il profilo della candidata appare comeun'equilibrata mescolanza di luci ed ombre.CANDIDATO: Giuseppe FeolaCommissario prof. Carlo NataliA. Curriculum: Laureato in Filosofia all’Università di Pisa nel 2001 con una tesi sulla nozione diphantasia nelle opere psicologiche di Aristotele. Tesi di dottorato su Aisthesis, memoria, sensuscommunis. Il mondo percettivo del vivente secondo Aristotele, presso la SNS di Pisa (2007) direttada un team internazionale (G. Cambiano, P.M. Morel e M. Sassi). Ha ottenuto un assegno diricerca alla SNS di Pisa per gli anni 2009-10 per una ricerca su L'uso del modello ilomorficoaristotelico nel dibattito mente-corpo contemporaneo. Negli anni 1997-2010 ha tenuto quattrorelazioni a convegni in Italia e all'estero e vari seminari alla SNS. Il curriculum è quello di ungiovane studioso di ottima impostazione, che ha goduto della guida di buoni maestri e staaffrontando una serie coerente di ricerche. 
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B. Pubblicazioni: Il lavoro principale del dott. Feola è la tesi di dottorato, Aisthesis, memoria,sensus communis. Il mondo percettivo del vivente secondo Aristotele Il lavoro è incentrato sulcapitolo III 3 del de anima; si esaminano la divisione del testo, la sua costituzione e le possibilivarianti, vengono discusse le interpretazioni degli ultimi 100 anni, centrando l'attenzione sulleopposte tesi di Schofield e Nussbaum. La ricerca prosegue poi con i Parva naturalia. Viene discussala posizione di Aristotele riguardo al mind-body problem. Secondo Feola, a differenza di Platone,Aristotele non considera questo un problema aperto dato che è l'anima che dà identità al corpo (168-9). Si trattano poi La percezione del tempo, le parti dell'anima e la memoria. La tesi finale è che inAristotele più che una filosofia della mente si trova una biologia cognitiva, basata sulla definizionedelle facoltà umane (276). La prospettiva dell'autore si pone in opposizione alle letture lingustico-analitiche che per molti decenni sono state al centro del dibattito contemporaneo. In questo apre unaprospettiva interessante e originale nello studio della psicologia aristotelica.I tre articoli presentati sono di ottimo livello e aggiungono altre prospettive alla ricerca della tesi didottorato. Il saggio su De an. A 1 le parti dell'anima e la struttura dialettica del trattato, del 2006, èun lavoro originale e molto utile. A partire dalla lista delle aporie del capitolo I 1 del De an. l'autoremostra che l'opera è stata concepita come un tutto unitario. Il paper su Anal. Post. II 19 sul rapportotra senso e intelletto, del 2009 è una analisi e discussione del difficile capitolo passo per passo;anche in questo caso la lettura linguistica è criticata in base ad una prospettiva di tipo metafisico.Molto interessante anche il saggio Perceptual order e cosmic order pubbicato on line, s.a. in cuil'autore discute l'idea dell'ordine nel cosmo e dell'ordine negli esseri viventi e analizza l'interazionetra questi.I saggi sono pubblicati in riviste autorevoli e stimate; mostrano uno studioso originale e capace diperseguire in modo fruttuoso vari interessi, sempre interni al SSD. La metodologia è rigorosa e irisultati proposti appaiono molto attendibili. La produzione scientifica è di buona intensità e dinotevole rilevanza, sia pur nel breve percorso di studio e ricerca del giovane candidato (anni 2007-2010).Commissario Prof. Franco FerrariIl dott. Feola si è laureato in Filosofia presso l’Università di Pisa nel 2001 e si è addottorato pressola SNS di Pisa nel 2007. Sempre presso la SNS ha usufruito di un assegno di ricerca per il periodo2009-10. Può vantare la partecipazione ad alcuni convegni sia in Italia che all’estero. Nel complessoil suo profilo curriculare si presenta solido e promettente. Il candidato presenta una bibliografia esigua ma di buon livello. La dissertazione di dottoratoaffronta un tema al centro del dibattito tra gli studiosi di Aristotele e lo fa dimostrando una solidaconoscenza dei testi e un'adeguata capacità di muoversi nell'ambito della letteratura secondaria. Irisultati ai quali perviene appaiono nel complesso convincenti. Anche i due saggi di argomentoaristotelico mettono in luce rigore, serietà e originalità esegetica. Il contributo su Linguaggio epoesia non attiene al settore scientifico-disciplinare oggetto di valutazione comparativa. Nelcomplesso la produzione scientifica denota la buona attitudine alla ricerca del candidato. Commissario prof. Franco TrabattoniIl candidato presenta un curriculum abbastanza buono, che vede al suo attivo il Diploma diPerfezionamento in Discipline Filosofiche conseguito presso la Scuola Normale Superiore di Pisa,con il massimo dei voti e lode e alcuni soggiorni all'estero. Quantitativamente non molto ricca, edunque discontinua, è invece la sua produzione scientifica, che oltre alla tesi di dottorato contienesolo tre articoli pubblicati. Ciò detto, la tesi di dottorato è un lavoro interessante sia sotto il profilodell'analisi dei testi sia sotto quello del confronto tra le dottrine psicologiche di Aristotele con temianaloghi della filosofia della mente contemporanea; i risultati conseguiti, soprattutto per quantoriguarda la nozione aristotelica di phantasia, appaiono inoltre originali (anche se questa originalitàpuò a volte sembrare un po' artificiosa, mentre in altri casi solleva difficili problemi di valutazione). 
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Questo, in sintesi, è quanto si può ricavare dal materiale presentato. Ma ovviamente si attendono dalcandidato altre e più consistenti prove della sua attitudine alla ricerca.CANDIDATO: Elena GrittiCommissario prof. Carlo NataliA. Curriculum: Laurea in Lettere Università di Milano (2000). Dottorato in Filosofia Università diMilano (2004) con una tesi sul pensiero di Proclo. Assegni di ricerca presso l'Università di Milanodal 2004 al 2007. Collaborazione con l'Accademia Colombaria di Firenze. Dal 2006 al 2011 hatenuto seminari di Storia della filosofia antica presso l'Università di Milano come cultore dellamateria. Ha tenuto venticinque tra lezioni e conferenze di cui una all'estero e ha collaboratoall'organizzazione di due incontri. Temi principali Platone, Plotino, Proclo. La candidata ha unsolido profilo di studiosa di Proclo e del Neoplatonismo. Salvo un'eccezione, non ha presentato irisultati delle sue ricerche in convegni all'estero e non ha lavorato molto presso istituzioni di ricercafuori d'Italia.Pubblicazioni:Volumi: Tesi di dottorato su Esegesi e dialettica nel pensiero di Proclo. Studio molto competente eben argomentato. Molto impegnato nell'esegesi di testi e di posizioni critiche contemporanee. Latesi finale non è chiaramente evidente.- Proclo, dialettica, anima, esegesi, (2008). Il volume deriva dalla tesi di dottorato ma con nuovomateriale e un punto di vista parzialmente differente. Non è evidente il punto in cui si propone unatesi nuova ed originale.Articoli:- Mito e tempo nell'esegesi neoplatonica (2002): Studio informato e competente che coglie lacomplessità del pensiero di Olimpiodoro.- La scienza teologica di Proclo (2003) sul rapporto tra scienza, dialettica, esegesi e noesi.- Una risposta neoplatonica alle critiche cristiane ai miti greci (2004): Studio accuratodell'argomento; l'autrice insiste sulla complessità del tema.- La phantasia plotiniana (2005): Studio molto informato e aggiornato sulla discussione di certipunti del De anima da parte di Plotino.- Salvezza dell'anima in Plotino (2005): Studio accurato del significato dell'estensione del terminesoteria in Plotino. Ne spiega il doppio significato. Contributo spiccatamente originale.- P.Stras. 92 florilegio di brani etico-educativi (2007): Studio molto tecnico su un papiro contenenteun florilegio etico. Ne mostra l'interesse filosofico. Mostra buona competenza filologica.- La legittimità filosofica.. del matrimonio (2009) Articolo sul matrimonio nella filosofia antica daPlatone in poi. Importanza di Plutarco come snodo nell'articolazione del tema. Buon contributo.- Echi dal Timeo nelle aporie..., (2010): Lettura del trattato Enn. II 6, 1-5. alla luce del Timeo diPlatone. Lavoro molto informato e con buoni spunti.- Tradurre i miti plutarchei... (2010): Presentazione generale dell'uso plutarcheo dei miti, unito conun tentativo di delineare lo sfondo platonico. Originale il confronto tra Plutarco e Plotino. Buoncontributo.- Dossografia della percezione nell'Antologium di Stobeo (presentato in dattiloscritto).La candidata presenta contributi significaitivi e niente affatto superficiali sul neoplatonismo e lealtre tradizioni filosofiche. Gode di buona reputazione nel campo. La sua ricerca mostra notevolicontinuità e intensità. Le ricerche della candidata sono tuttavia concentrate principalmente su unafase del SSD, il pensiero tardo antico.Commissario Prof. Franco FerrariLa dott.ssa Gritti si è laureata in Lettere classiche presso l’Università di Milano dove ha conseguitoanche il titolo di dottore di ricerca in Filosofia. Sempre presso l’università milanese ha usufruito diun assegno di ricerca. Ha poi collaborato con l'Accademia Colombaria di Firenze. Il suo profilo 
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curriculare si presenta nel complesso buono, sebbene un po’ carente dal punto di vistadell’esperienza internazionale. La candidata presenta una monografia e una cospicua serie di saggi pubblicati in sedi di un certoprestigio. La monografia, che rielabora le tesi di dottorato, affronta con competenza e pienapadronanza di tutti gli strumenti filologici e storico-filosofici richiesti un tema complesso, comequello del ruolo del razionalismo nel pensiero di Proclo. Si tratta di un intelligente ecomplessivamente riuscito tentativo di riaffermare in questo autore la centralità del pensierofilosofico nei confronti delle pratiche teurgiche. In tale contesto vengono esaminati con puntualità eprecisione gli aspetti più significativi dell'opera di Proclo, e in particolare il nesso che si stabiliscetra dialettica, noetica, scienza ed esegesi. Il punto discriminante del pensiero post-plotiniano, edunque anche di quello procliano, viene giustamente individuato nel rifiuto della dottrina dell'animanon discesa, ma contestualmente viene messo in luce come tale rifiuto non comporti in Procloun'immediata fuga nel misticismo e tantomeno l'accettazione acritica di pratiche extra-filosofiche. Inumerosi saggi presentati dalla candidata vertono in gran parte su tematiche neoplatoniche, ma nonmancano contributi su altri periodi del pensiero antico. In particolare l'articolo dedicato al ruolo delmito in Plutarco contiene spunti di notevole interesse e originalità. In tutta la sua produzione lacandidata mostra una solida competenza filologica accompagnata da una notevole capacità diorientarsi con acume e senso critico nel complesso campo della filosofia tardo antica. Commissario prof. Franco TrabattoniIl curriculum della candidata contiene il dottorato di ricerca in filosofia, conseguito pressol'Università degli Studi di Milano (valutazione: eccellente), due assegni di ricerca (della duratacomplessiva di 5 anni) decretati dalla stessa Università, e una costante attività didattica seminariale.Come pubblicazioni la dott.ssa Gritti presenta, oltre alla tesi di dottorato, una monografia, dieciarticoli pubblicati e dodici recensioni. Dunque la produzione scientifica della candidata apparenotevole sia per quantità che per continuità di lavoro. Sia pure con il parziale limite che sono quasitutti dedicati al neoplatonismo, i lavori della dott. Gritti sono scientificamente validi, sempre moltoben documentati, e a volte anche originali. Ciò vale ovviamente anche per il contributo maggiore,ossia la monografia (dedicata alle nozioni di dialettica, anima ed esegesi nel pensiero di Proclo). L'esegesi riguarda il rapporto della filosofia di Proclo con il testo platonico, e con il suo particolaremodo di interpretarlo (in costante confronto critico con Plotino e Giamblico). Lo studio dell'anima edelle sue facoltà riveste un ruolo essenziale per comprendere la natura e la qualità della conoscenzadi cui secondo Proclo l'uomo sarebbe capace. Essenziale, in quest'ambito, è non tanto ladeterminazione del carattere esclusivamente dianoetico del pensiero umano, che è sostenuta ancheda Plotino, ma soprattutto la negazione della dottrina plotinana dell'anima non discesa, mediante laquale il filosofo di Neapoli finisce per concedere all'uomo, in determinate condizioni, unaconoscenza puramente noetica ed intuitiva paragonabile a quella dell'intelletto. Ciò non è possibile,per Proclo, perché a suo parere neppure l'intelletto ha carattere noetico. In questo modo lo scolarcadi Atene sottolinea in modo assai più deciso di Plotino la relativa debolezza e limitazionedell'intelletto umano. Il che non gli impedisce, tuttavia, di conseguire una conoscenza valida edaffidabile delle realtà metafisiche. L'A. ricostruisce con molta accuratezza il difficile tentativo dimediazione che guida l'indagine di Proclo in rapporto a queste tematiche. Il lavoro della dott.ssaGritti è filosoficamemte interessante e impeccabile sul piano metodico, in particolare per quantoriguarda l'analisi delle fonti primarie e della letteratura secondaria. Ed anche se forse avrebbe potutoessere a tratti più incisivo limitando alcune vaghezze e prolissità, si tratta indubbiamente di un'operache contribuisce in modo efficace ad una migliore comprensione del filosofo studiato. La valutazione, comprensiva di curriculum e pubblicazioni, è decisamente positiva.CANDIDATO: Gianluigi Pasquale.Commissario prof. Carlo Natali 
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A. Curriculum: Baccalaureato in teologia (1993) presso il Pont. ateneo Antonianum con una tesi suVita consacrata e chiesa locale; Laurea presso la Pont. Università Gregoriana (1997) con una tesi suLa teologia della storia in O. Cullmann. Dottorato in filosofia morale, Università di Venezia (2008)con una tesi sull'ontologia escatologica di Pannenberg e la sua dipendenza da Hegel. Prof.incaricato presso l'Ateneo Marcianum del Patriarcato di Venezia e presso la Pontificia UniversitàLateranense.Ha pubblicato molti volumi di interesse religioso, tra cui vari studi su Padre Pio del quale ha editola raccolta delle lettere. E anche autore di molti articoli (137) su Padre Pio, sull'educazione, sullavita dei cappuccini italiani e temi connessi, insieme a varie traduzioni di autori cattolici.Pubblicazioni: Volumi: Il principio di non-contraddizione in Aristotele in origine pubblicato in inglese (2006 IIed.) e poi tradotto in italiano (2008). Analizza il PDNC come principio primo dell'essere e delpensiero, mostra ampia conoscenza del dibattito contemporaneo, e discute con competenza le tesi diBerti, Barnes, Cassin etc. Il principio secondo cui nulla di ciò che è, è contraddittorio, fonderebbel'ontoteologia aristotelica. Analisi filosoficamente avvertita nella tradizione di studi del PDNCcome fondamento della non autosufficienza del mondo del divenire ed apertura a un principiotrascendente, iniziata da Bontadini a metà del secolo XX.Gli altri volumi presentati non riguardano il SSD:Oltre la fine della storia. La coscienza cristiana dell'occidente, (2004), sulla visione cristiana dellastoria, con un annesso su Vent'anni di confronto con l'esistenzialismo.La teologia della storia della salvezza nel secolo XX (2001), studio sulla teologia della storia nelsecolo XX. Come il concetto di 'storia della salvezza ' venga inserito nella teologia sistematica.Lo studio sul PDNC è un valido contributo alla discussione sul valore ontologico del principioaristotelico. Ma l'impegno del candidato è evidentemente rivolto in modo prevalente verso temi difilosofia morale, filosofia della storia, teologia e religiosità contemporanea.Commissario Prof. Franco FerrariIl dott. Pasquale ha conseguito il baccalaureato in Teologia presso il Pontificio Ateneo Antonianumnel 1993, quindi si è laureato presso l’Università Gregoriana (1997) Si è poi addottorato in Filosofiamorale presso l’Università di Venezia nel 2008. Ha svolto attività didattica a Venezia pressol’Ateneo Marcianum e a Roma presso la Pontificia Università Lateranense. Complessivamente ilsuo percorso curriculare appare abbastanza estraneo al settore scientifico-disciplinare oggetto divalutazione. Il candidato presenta quattro monografie e una nutrita quantità di articoli, la stragrande maggioranzadei quali non attinente all'ambito scientifico-disciplinare oggetto di valutazione. Delle quattromonografie due costituiscono in realtà il medesimo studio, essendo l'una la traduzione italiana (conpoche modifiche) della versione apparsa in lingua inglese. Si tratta di uno studio sul Principio dinon-contraddizione di Aristotele che ha il pregio di una certa chiarezza, ma che apparecomplessivamente piuttosto superficiale. In esso risulta del tutto assente ogni riferimento al testogreco. Il significato del principio di non contraddizione risulta, secondo il candidato, di caratteremetafisico e ontologico. Il volume su Oltre la fine della storia costituisce un'indagine sul tema dellasecolarizzazione e della escatologia che lambisce solo occasionalmente l'ambito scientifico-disciplinare oggetto di valutazione. Il volume La teologia della storia non è attinente all'ambitoscientifico-disciplinare in questione. Commissario prof. Franco TrabattoniIl curriculum del candidato.CANDIDATO: Giacinto PlesciaCommissario prof. Carlo NataliA. Curriculum: Laureato in architettura 1979 al Politecnico di Torino, ha partecipato ad un concorsoper associato ad Architettura ICAR/14 a presso l'Università di Firenze. Ha seguito due corsi diperfezionamento in filosofia "Estetica ed ermeneutica delle forme simboliche" Id. "Temi diEpistemologia generale ed applicata" 2004 e 2007, organizzati dai prof. Parrini e Givone. elencauna lunga lista di pubblicazioni relative all'architettura, urbanistica etc. dal 1979 al 1992. Nonrisulta nulla di interessante rispetto al SSD.B. Pubblicazioni: Ha pubblicato un breve opuscoletto di 38 pagine su Ontologia della physis, 2003-4, frutto di una tesi di Perfezionamento in Filosofia diretta da S. Givone. L'ampia ed esotericapanoramica tocca temi ed autori di filosofia contemporanea, specie di corrente ermeneutica equalche filosofo della scienza dei più noti negli anni '70 (Heidegger, Feyerabend, Gödel, Thom,Derrida). L'unico aggancio con il SSD è il riferimento alla nozione di physis nei lavori di G. Colli.Le altre opere, spesso di difficile decifrazione, non sembrano avere molto a che fare con il SSD. Ciòvale per un altro opuscoletto del 2010 su L'epistemica, il nulla e l'arte, e per vari articoli dedicati atemi, se così di può dire, di ermeneutica ed ontologia dell'architettura: Spazialità hi-tech.Technocities, highways, valleys (1986); Archematica della distopia desideranza spaziale post-industriale, s.a.; La linea elastica: formalizzazione/decidibilità (1980), oppure di teoria dellamatematica applicata all'architettura, come il saggio su Allosteresi industriali e sinecismomorfogenico (1980).Il candidato non mostra affatto un profilo degno di essere preso in considerazione nell'ambito delSSD. Non è possibile per noi valutare l'importanza delle sue ricerche per la teoria dell'architettura eil dibattito teoretico contemporaneo su di essa.Commissario prof. Franco FerrariIl dott. Plescia si è laureato nel 1979 in architettura presso il Politecnico di Torino. Successivamenteha seguito due corsi di perfezionamento di carattere filosofico presso l’Università di Firenze. Il suoprofilo curriculare appare complessivamente estraneo al settore scientifico-disciplinare oggetto divalutazione. Il candidato presenta alcuni contributi che non risultano attinenti al settore scientifico-disciplinareoggetto di valutazione. Commissario prof. Franco TrabattoniNé il curriculum né le pubblicazioni del candidato sono congrui al settore scientifico disciplinare"Storia della filosofia antica".GIUDIZI COLLEGIALICANDIDATO Francesco Ademollo 
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Il candidato presenta un profilo curriculare e una produzione scientifica di ottimo livello.CANDIDATO Milena BontempiLa candidata presenta un profilo curriculare complessivamente buono. Quanto alle pubblicazioniesse appaiono di buon livello ma non prive di qualche limite.CANDIDATO Giuseppe FeolaIl curriculum del candidato si presenta solido e promettente. A fronte di una produzionerelativamente esigua, il candidato mostra ottime attitudini alla ricerca.CANDIDATO Elena GrittiLa candidata presenta un curriculum decisamente buono. Mostra un solido e riconosciuto profilo distudiosa nell'ambito del neoplatonismo.CANDIDATO Gianluigi PasqualeNonostante una interessante incursione nell'ambito del pensiero aristotelico, né il curriculum né lepubblicazioni appaiono particolarmente rilevanti in rapporto al settore scientifico disciplinareCANDIDATO Giacinto PlesciaNé il curriculum né le pubblicazioni sono degne di rilievo in rapporto al settore scientificodisciplinare.DISCUSSIONE DEI TITOLI E DELLE PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE GIUDIZI INDIVIDUALICANDIDATO Francesco AdemolloCommissario prof. Carlo NataliIl candidato nella discussione dimostra ampia padronanza delle tematiche affrontate nel corso dellaricerca e prospetta un progetto di indagine futuro sul De interpretatione di Aristotele; appareevidente l'ottima impostazione e la consapevolezza metodologica di tale progetto.Commissario prof. Franco FerrariIl candidato dimostra di padroneggiare con assoluta sicurezza gli argomenti trattati. Risponde conprecisione alle questioni che vengono poste sia di argomento platonico sia aristotelico.Commissario prof. Franco TrabattoniIl candidato risponde in modo efficace ed esaustivo alle domande che gli vengono rivolte,dimostrando una piena padronanza degli argomenti affrontati nel corso dei suoi studi e di possedereun chiaro e promettente progetto di ricerca. 
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CANDIDATO Milena BontempiCommissario prof. Carlo NataliLa candidata conferma l'impressione iniziale secondo la quale la sua ricerca ha come interlocutoripiù gli studi di storia del pensiero politico che la storia della filosofia antica. Appare alquantoesitante nelle risposte ai rilievi ed alle osservazioni dei commissari.Commissario prof. Franco FerrariLa candidata delinea con sufficiente precisione le direttrici della sua ricerca. Palesa alcuneincertezze a proposito di qualche rilievo inerente alle sue indagini sul pensiero platonico. Commissario prof. Franco TrabattoniLa candidata risponde alle domande della commissione mostrando una buona padronanza dellamateria, ma senza essere sempre in grado di intervenire con la dovuta puntualità e chiarezza.CANDIDATO Giuseppe FeolaCommissario prof. Carlo NataliIl candidato mostra intelligenza vivace e buona conoscenza dei testi. Non arretra di fronte allapossibilità di affrontare percorsi molto originali e inusitati nella ricerca futura. Da lui ci si possonoaspettare ulteriori risultati di notevole interesse.Commissario prof. Franco FerrariIl candidato dimostra di padroneggiare in maniera sicura le tematiche relative alla psicologiaaristotelica. Anche le linee direttrici della sua ricerca appaiono nel complesso promettenti. Commissario prof. Franco TrabattoniDurante il colloquio il candidato dimostra di conoscere molto bene gli argomenti che studia, e anchedi essere in grado di allargare la prospettiva, ai fini delle sue ricerche future, verso tematiche ad essicorrelate.CANDIDATO Elena GrittiCommissario prof. Carlo NataliLa candidata mostra grande padronanza del periodo studiato, ammette di dover rendere piùperspicue le proprie posizioni teoriche e di dover ampliare al di là dei confini patrii il propriodialogo scientifico. Nella discussione delle pubblicazioni mostra capacità di difendere le proprie tesicon buoni argomenti. 
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Commissario prof. Franco FerrariLa candidata dimostra di padroneggiare in maniera sovrana gli argomenti sui quali vertono le suepubblicazioni. Il colloquio conferma le buone qualità della candidata ma anche l'esigenza di unparziale allargamento dei suoi interessi scientifici.Commissario prof. Franco TrabattoniLa candidata dimostra, durante il colloquio, ottime conoscenze di carattere disciplinare insieme auna buona capacità di esplicitare caratteristiche e finalità del proprio lavoro.CANDIDATO Gianluigi PasqualeCommissario prof. Carlo NataliIl candidato riconosce l'importanza della conoscenza del pensiero greco – sostanzialmente diPlatone e Aristotele – per una fondazione ontologica di una filosofia della storia. Quanto all'aspettotecnico della disciplina le sue idee appaiono abbastanza vaghe e generali.Commissario prof. Franco FerrariIl candidato discute con sufficiente competenza gli argomenti affrontati nel colloquio. Si rileva unacerta marginalità dei suoi interessi rispetto all'area scientifico-disciplinare oggetto di valutazionecomparativa.Commissario prof. Franco TrabattoniIl candidato dimostra, durante il colloquio, una notevole conoscenza di varie tematiche di caratterefilosofico, ma non appare specificamente dotato delle competenze richieste allo studioso di storiadella filosofia antica.CANDIDATO Giacinto PlesciaCommissario prof. Carlo NataliIl candidato presenta il progetto di una storia dell'ontologia di ispirazione heideggeriana; le sue ideerelative al pensiero filosofico antico risultano insieme vaghe e molto personali.Commissario prof. Franco FerrariGli interessi del candidato risultano estranei all'area scientifico-disciplinare oggetto di valutazione.Commissario prof. Franco TrabattoniIl candidato non risponde in modo adeguato alle domande della commissione e non dimostra alcunacompetenza specifica nella storia della filosofia antica.GIUDIZI COLLEGIALICANDIDATO Francesco Ademollo 
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Il candidato dimostra di padroneggiare con assoluta sicurezza gli argomenti trattati. Il giudizio dellacommissione sul suo profilo scientifico è ottimo.CANDIDATO Milena BontempiLa conoscenza della materia palesata dalla candidata è nel complesso buona, anche se nelladiscussione emerge qualche incertezza. CANDIDATO Giuseppe FeolaIl candidato dimostra buona attitudine alla ricerca. I suoi primi risultati sono largamentesoddisfacenti. Si attendono da lui ulteriori conferme.CANDIDATO Elena GrittiLa candidata dimostra di conoscere in modo impeccabile gli argomenti sui quali ha lavorato. Ilgiudizio della commissione sul suo profilo scientifico è molto buono.CANDIDATO Gianluigi PasqualeLe buone conoscenze filosofiche generali mostrate dal candidato non appaiono accompagnate dauna sufficiente competenza nell'ambito della disciplina oggetto di valutazione.CANDIDATO Giacinto PlesciaIl candidato non manifesta competenze e attitudini alla ricerca nel campo della storia della filosofiaantica.INDIVIDUAZIONE DEL VINCITOREIl giorno 20 gennaio 2012 alle ore 09.30 nei locali del Dipartimento di Filosofia dell'Universitàdegli Studi di Firenze i commissari della valutazione comparativa in epigrafe si riuniscono perl’individuazione del vincitore e per concludere la procedura.La commissione riesamina i giudizi collegiali espressi sui candidati e dopo lunga, attenta eapprofondita discussione nella quale sono comparati tra di loro tutti i candidati, la commissioneindividua all’unanimità vincitore della valutazione comparativa il sig. Francesco Ademollo per leseguenti motivazioni:Dopo lunga ed attenta discussione dei titoli scientifici presentati e delle prove sostenute daicandidati durante questa procedura di valutazione comparativa la commissione decide,all'unanimità, che il sig. Francesco Ademollo è il candidato in possesso dei migliori requisiti perricoprire il ruolo in oggetto.Alle ore 11.00 termina la seduta.Letto, approvato e sottoscrittoLA COMMISSIONEprof. Carlo Natali, presidenteprof. Franco Ferrari, membroprof. Franco Trabattoni, segretario 
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RELAZIONE RIASSUNTIVALa commissione nominata dal Rettore dell'Università degli studi di Firenze con proprio decreto n.D.R. 698 del 29 luglio 2011 e composta dal prof. Franco Ferrari, ordinario, dal prof. Carlo Natali, ordinario e dal prof. Franco Trabattoni, ordinario, si è riunita nei locali del Dipartimento di Filosofiadell'Università degli Studi di Firenze nei giorni 18 e 19 e 20 gennaio 2012 per l'espletamento dellavalutazione comparativa a n. 1 posto di ricercatore universitario di ruolo per il settore scientifico-disciplinare M-FIL/07 della Facoltà di Lettere e Filosofia bandito con D.R. n. 1241 del 26.11.2010il cui avviso è stato pubblicato nel supplemento ordinario alla G.U. - 4° serie speciale - n. 99 del 14di cembre 2010.La commissione, presa conoscenza delle disposizioni normative concernenti l'espletamento dellevalutazioni comparative, ha individuato presidente il prof. Carlo Natali e segretario il prof. FrancoTrabattoni.La commissione, nella seduta del 6.12.2011 ha deliberato i seguenti criteri di valutazione: Circa la valutazione dei criteri scientifici, la Commissione si atterrà ai criteri indicati nell'art. 6 delbando di concorso, specificandoli come segue:1. originalità, innovatività ed importanza di ciascuna pubblicazione scientifica nonché varietà degliargomenti trattati in ciascuna di esse, 2. congruenza di ciascuna pubblicazione con il settore scientifico-disciplinare per il quale è banditala procedura, ovvero con tematiche interdisciplinari ad esso correlate;3. rilevanza scientifica della collocazione editoriale di ciascuna pubblicazione;4. intensità (quantificata in rapporto al periodo di attività post-laurea) e continuità temporale dellaproduzione scientifica;5. per quanto concerne i lavori in collaborazione, ove l'apporto del candidato non siaimmediatamente deducibile dalla firma di specifici capitoli e/o paragrafi, non si procederà allavalutazione della pubblicazioneStabilisce, altresì, criteri di valutazione della discussione dei titoli e delle pubblicazioni scientifichee della verifica delle competenze linguistiche richieste:Durante la prova orale sarà data al candidato la possibilità di discutere le proprie esperienze diricerca e le pubblicazioni, approfondendo, se necessario, gli argomenti affrontati.Durante il colloquio la Commissione dovràa. appurare la maturità scientifica del candidato, partendo dalla discussione dei titoli e dellepubblicazioni presentate;b. valutare le capacità analitiche e di sintesi storica e teoricac. appurare il possesso delle competenze linguistiche richieste dal bando, attraverso la lettura e latraduzione di un brano di letteratura scientifica relativa al SSD.La commissione dichiara che nella disciplina oggetto della presente valutazione non esistonostrumenti informativi riconosciuti ed accettati che prevedano numero totale delle citazioni, numerodelle citazioni per pubblicazione, "impact factor" totale e medio per pubblicazione, indice di Hirsche simili, e che pertanto non risulta possibile tenere conto di tali elementi in sede di valutazione.La valutazione dei titoli si è svolta i giorni 18.1.2012 e 19.1.2012.Per la discussione, svoltasi il giorno 19.1.2012 sono risultati presenti i seguenti candidati: FrancescoAdemollo, Milena Bontempi, Giuseppe Feola, Elena Gritti, Gianluigi Pasquale, Giacinto Plescia. 
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Sui titoli, sulle pubblicazioni e sulla discussione di ciascun candidato sono stati espressi giudiziindividuali e collegiali.La deliberazione ha individuato vincitore il sig. Francesco Ademollo.Letto, approvato e sottoscrittoFirenze, 20 gennaio 2012LA COMMISSIONEprof. Carlo Natali, presidenteprof. Franco Ferrari, membroprof. Franco Trabattoni, segretario. 


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